LA FUGA DI SILU'
C'era una volta, tanti anni fa, in un paese non lontano da qui, un dolce cagnolino di nome Silù.
Silù era cresciuto in una bellissima casetta con due padroni che lo amavano immensamente e non gli facevano mancare nulla. Aveva una morbidissima cuccia vicino al termosifone dove dormiva tranquillo la notte, aveva tanti giocattoli e poteva mangiare tante cose buone. La casetta aveva anche un magnifico giardino nel quale Silù poteva scorrazzare tutto il giorno: giocava coi gatti, con gli uccellini e soprattutto con le farfalle che gli piacevano tantissimo. Alcune farfalle erano diventate sue amiche e giocavano allegramente a nascondino con lui. Puntina e Aluccia, due farfalline coloratissime, erano le sue amiche del cuore e tutti i giorni lo aspettavano in giardino per fare magnifici giochi insieme. Aluccia lo chiamava:" Dai Silù prova a prendermi!" e lui felice la inseguiva correndo: nel frattempo Puntina si nascondeva dentro un fiore e urlava:" Silù... dove sono? dai cercami!" e Silù annusava tutti i fiori del giardino fino a quando non la trovava. Così Silù passava allegramente le sue giornate, fino a quando la sera tutti gli animaletti del giardino e le farfalle si ritiravano nel bosco, e lui rientrava in casa dai suoi padroncini, mangiava una buona pappa e poi si sdraiava stanco nella sua morbida cuccia calda.
Un giorno mentre Silù, Aluccia e Puntina giocavano allegri nel prato, arrivò in volo una grossa farfalla gialla che dapprima attirò l'attenzione di Silù danzando davanti al suo muso, poi gli disse:" Ciao cane, come ti chiami?" Silù, molto incuriosito dalla nuova arrivata le rispose "Il mio nome è Silù, e tu come ti chiami?" la farfalla danzò ancora un attimo poi gli disse:" Se vuoi sapere il mio nome prova a prendermi e te lo dirò!" Poi iniziò a scappare veloce. Silù si lanciò immediatamente all'inseguimento felice di aver trovato una nuova amica con la quale giocare. Aluccia e Puntina che avevano assistito al dialogo chiamarono immediatamente il cane:" Silù attento! Quella non è nostra amica!" Ma il cagnolino ormai correva forte verso il cancello del giardino inseguendo la farfalla gialla e non sentiva più le sottili vocine delle amiche.
"Fermati amica farfalla!" le urlò Silù, "non posso allontanarmi dal giardino, dai torniamo indietro!" continuò il cane.
"No dai prendimi se riesci! Fammi vedere che cane sei!" replicò la farfalla.
Silù aveva tanta paura, ormai la sua casa era lontana, si rese conto di essere quasi arrivato in città, le strade erano piene di auto che sfrecciavano a tutta velocità e si sentiva stanco. Ad un tratto la farfalla gialla volò verso l'alto, poi più in alto fino a quando diventò un puntino invisibile nel cielo. Silù la chiamò forte:" Farfalla vieni giù... non ti vedo... come posso prenderti se vai in alto!", ma la farfalla non rispose, non si vide più. Silù si ritrovò solo in mezzo ad una grande strada di cemento, molto rattristato dal comportamento di quella farfalla antipatica che lo aveva fatto correre tanto senza poi dirgli il suo nome e diventare sua amica. Comunque decise di tornare a casa e si incamminò stanco e triste per un viottolo lastricato tra due grandi palazzi. Silù che non aveva mai visto quel posto, iniziò ad annusare intorno facendo affidamento sul proprio fiuto. Presto capì che anche gli odori di quel luogo non li aveva mai sentiti e non riusciva a riconoscerli. Si rese conto di essere in un grosso guaio, aveva corso così veloce all'inseguimento della farfalla gialla che non aveva avuto tempo di fiutare il percorso e dunque ora si trovava completamente disorientato. Intanto calò il buio, Silù sentì una tremenda stretta al cuore, una sensazione di paura e di sgomento lo pervase.

